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Nelle sue scelte estetiche Gaetano Randazzo non ha mai amato banalità o soluzioni prevedibili. Anche di fronte a pagine “intoccabili” come i tre Concerti Sacri di Duke Ellington, da lui riassunti nel “Sacred Concert” diretto mercoledì sera al Teatro di Verdura per il conservatorio Bellini, l’idea che ha sorretto la bacchetta siciliana nella riscrittura dei brani e nel taglio esecutivo richiesto all’organico ha seguito percorsi poco battuti, a volte anche rischiosi e, com’è nel suo stile, più attenti all’essenza che non alle forme. In queste pagine, infatti, il senso religioso di Ellington è pervaso da una spiritualità certo intensa ma anche fortemente ancorata a dimensione terrena e a fisicità: e sono proprio questi i riferimenti privilegiati da Randazzo il quale, inoltre, dei Concerti Sacri ha preferito evidenziarne la spettacolarità vocale e strumentale (con ardite escursioni dinamiche tra pianissimo e fortissimo), la bellezza melodica e, soprattutto, il respiro più sensuale, côtè che emerge spesso nei suoi progetti. Imponente la formazione, oltre cento elementi tra orchestra sinfonica e orchestra jazz del conservatorio Bellini, gruppo vocale SeiOttavi, coro di voci bianche e coro Arcobaleno del Teatro Massimo (Salvatore Punturo maestro dei cori), oltre solisti di rango come la cantante Daniela Spalletta (stella della serata), il performer di tip tap Marco Rea, l’armonicista Giuseppe Milici, i trombettisti Vito Giordano e Giacomo Tantillo, il pianista Riccardo Randisi, il trombonista Calogero Ottaviano ed altri ancora. I quattordici temi tratti dai tre Concerti Sacri hanno esaltato la capacità di Randazzo di creare agili incastri sonori tra voci, fiati, archi e ritmi mentre la loro successione non ha mai accusato cali di tensione anche nei momenti in cui i confronti con versioni di riferimento potevano essere molto pesanti. Ad esempio in “Come Sunday”, tratta dalla suite “Black Brown and Beige” e nella versione originale affidata alla interpretazione inarrivabile di Mahalia Jackson: impegnati come solisti nel difficile tema, i SeiOttavi hanno dissipato ogni timore inventandosi tutt’altra strada interpretativa. Oppure in “David danced before the Lord”, dal primo Concerto Sacro: nello storico evento del 1965, nella cattedrale di San Francisco, il performer di tip tap era il grande ballerino nero Bunny Briggs. Sul palco del Verdura il ruolo è stato sostenuto da Marco Rea il quale, tra omaggio e sottile autoironia, prima della performance si è tinto in pubblico il viso di nero e poi ha strappato applausi per l’efficacia ritmica e coreografica dei suoi interventi. Oppure ancora in “TGTT” (Too good to title) affidato all’armonica di Giuseppe Milici il quale ne ha evidenziato con gusto e sobrietà la stupenda linea melodica (lo stesso Ellington considerava il tema “troppo bello per dargli un titolo”) trasformandolo in una “canzone perfetta” che solo il miglior Burt Bacharach avrebbe potuto immaginare. In conclusione, un Sacred Concert che abbatte steccati stilistici, utilizza con sapienza modi e materiali sonori differenti (sinfonismo, improvvisazione jazz, vocalità tese ora alla lirica ora allo spiritual ora ai guizzi dello scat, senso del blues, coscienza del pop, enfasi e delicatezza) e oscilla tra sguardo alla tradizione e voglia di attualizzazione. Forse è proprio nel suo continuo tradire e restar fedele ad Ellington che Randazzo ha saputo restituire una rilettura di queste pagine così ricca di sorprese, gusto e genialità. E che emozione, alla fine, veder sfilare sul palco accanto agli adulti così tanti piccoli meravigliosi artisti d’ogni etnia.

Un autentico show che meriterebbe di essere portato in giro ancora a lungo.

Gigi Razete in: www.repubblica.it, 23 luglio 2015)


Palermo, 13 lug. (AdnKronos) - A migliaia al Teatro Massimo di Palermo per Vexations di Satie, il concerto più lungo della storia della musica. Giovani, turisti, musicisti, curiosi hanno gremito il foyer anche in piena notte di sabato mentre i cento esecutori si alternavano al pianoforte e ad altri strumenti ogni quarto d’ora. Un flusso ininterrotto, scandito da una clessidra. A dare il via alla maratona, sabato sera alle 22 in punto, è stato Oscar Pizzo, pianista e direttore artistico del Teatro. Da lì è partita una staffetta di cui sono stati protagonisti i cento musicisti che si sono candidati nelle settimane scorse: tra loro una forte rappresentanza di docenti e allievi del conservatorio Bellini, artisti del Teatro, componenti dell’Orchestra giovanile mediterranea. E poi Jonathan Stockammer, direttore del primo concerto sulle stelle in programma domani sera al Castello Utveggio; il compositore Alberto Maniaci, che ha diretto un ensemble di archi stamattina; e – sempre stamattina – il gruppo vocale SeiOttavi che ha eseguito davanti a una platea gremita il pezzo “a cappella”. “Una grande sfida – ha commentato il portavoce dei SeiOttavi Massimo Sigillò Massara – molto difficile riprodurre queste note soltanto con le voci. È la prima volta che lo si fa in assoluto”. La maratona è andata avanti fino a ieri sera alle 22. Per tutte le 24 ore di esecuzione, anche in piena notte, una squadra di musicisti del teatro ha fatto a turno per riempire eventuali buchi di esecuzione. Anche il sovrintendente Francesco Giambrone e il direttore artistico Oscar Pizzo hanno partecipato alla grande festa collettiva. “Questo Teatro – dice Leoluca Orlando, sindaco e presidente della Fondazione Teatro Massimo – diventa ogni giorno di più luogo aperto alla città e motore di innovazione”. “La straordinaria partecipazione di Palermo – dice Giambrone – conferma ancora una volta quanto questa città risponda alle sollecitazioni positive e agli inviti a stare insieme, a ritrovarsi, ad aggregarsi. Il Teatro Massimo vuole essere questo: un punto di riferimento per tutti”. “Nella storia della musica – aggiunge Oscar Pizzo – questo concerto è stato eseguito pochissime volte per 24 ore, abbiamo voluto farlo qui a Palermo in questa formula a staffetta per ribadire il valore unificante e universale della musica”.
Vexations di Erik Satie, composto nel 1893, fu eseguito per la prima volta settanta anni dopo, nel 1963, da John Cage e da un team di pianisti al Pocket Theatre di New York per 18 ore e 40 minuti. Si tratta di 152 note scritte su cinque pentagrammi, ripetute per 840 volte. La durata dell'esecuzione varia, secondo gli interpreti, dalle 9 alle 24 ore. Per i pianisti è una sfida ai limiti della performance fisica. Nel 1969 Richard Toop tentò l’impresa in Australia ma dopo diciassette ore fu trasportato in coma ipoglicemico in ospedale. Nel 1970 Sidney Peter Evans dovette interrompere alla 595° ripetizione perché “vittima di allucinazioni di carattere demoniaco”. Nel 1988 Feliciani lo eseguì da solo indossando un elettroencefalografo che proiettava su uno schermo gigante l'attività cerebrale e cardiaca e utilizzando uno speciale catetere per la diuresi. "La grande maratona è l’evento di apertura della stagione estiva del Teatro, intitolata “Summerwhere” che si concluderà il 9 agosto", spiegano dal Teatro.

AdnKronos in: www.yahoo.it, 13 luglio 2015)


È stata la notte più lunga del teatro aperto alla città. E fino alle 4 del mattino, la scalinata e il foyer del Massimo erano stipati di curiosi attratti dalle luci e dalla melodia intensa e malinconica della Vexations di Erik Satie, la composizione più lunga mai scritta nella storia e overture inedita e prestigiosa della rassegna Summerwhere. A mantenere accesa la fiamma della musica per 24 ore, hanno invece provveduto un centinaio di pianisti, archi e altri strumentisti che si sono misurati in una maratona musicale, alternandosi per eseguire per diverse volte le 152 note, mentre i turisti, i giovani sottratti alle notti lunghe della movida e molti curiosi di tutte le età non hanno saputo resistere al richiamo della melodia che proveniva dalla porte del teatro. Il grande protagonista è stato infatti il pubblico. "La notte c'era davvero tantissima gente, soprattutto giovani, sicuramente molta di più rispetto all'unica performance di questo tipo proposta a Roma qualche tempo fa", commenta il direttore artistico Oscar Pizzo che è rimasto fino alle 4.30 del mattino. "Non sono mancate poi delle sorprese come l'esibizione improvvisata del jazzista francese François Couturier che ha riempito la sala incuriosita, l'esibizione di un pianista di Amburgo che passava per caso o ancora quella, al sax, di Gianni Gebbia alle 5 del mattino", aggiunge Pizzo.
E l'esecuzione è proseguita anche stamattina con l'attesa performance del sestetto palermitano SeiOttavi che ha raccolto la difficile sfida di interpretare con la voce la composizione del musicista francese, proposta la prima volta nel 1893 e reinterpretata per la prima volta da John Cage solo 70 anni dopo, nel 1963. A partire dalle 11 sono arrivati invece decine di turisti da ogni dove che si sono concessi un momento di ristoro nella zona ventilata sotto le colonne dell'ingresso, proprio mentre gli archi accordavano gli strumenti e si preparavano per il loro turno. "Abbiamo veramente apprezzato questo evento, commenta Alberto, milanese di origine siciliana che è venuto in vacanza con la famiglia. "La città ha tanti problemi come la spazzatura e spesso il turista si può trovare disorientato ma bisogna puntare sul turismo e queste iniziative", aggiunge. Ma il più entusiasta è il pianista Christian Dammann che si è persino ritrovato protagonista per caso in uno dei teatri più famosi d'Europa. "Faccio parte della Deutsche Opera am Rhein di Dusseldorf e sono venuto qui come turista con mia moglie, ma due giorni fa ho saputo della possibilità di suonare così ho chiesto all'organizzazione di iscrivermi", spiega mentre ripassa con lo spartito tra le mani. "Suonare in un teatro così importante è un'occasione speciale, una sorta di unione tra musica e filosofia e penso di portarmi questo ricordo nel tempo". Ma esibirsi per 24 ore senza interruzioni per ripetere le 152 note 840 volte non è un'impresa facile. "Con la direzione artistica curata da Oscar Pizzo abbiamo organizzato dei turni di 15 minuti curati da vari artisti palermitani professionisti e non tra pianisti, archi, ensemble, ma anche pianoforte e batteria", commenta il musicologo e compositore Simone Piraino, che si è esibito con il pianoforte. Sì, perché "la composizione non si deve interrompere mai, un'interruzione svilirebbe e farebbe perdere il senso dell'interpretazione", come precisa invece il direttore del Conservatorio Bellini Daniele Ficola che poi si lascia andare anche ad una battuta finale sul titolo della composizione: "Vessazioni, sì ma solo per il gran caldo di stamattina".

Tullio Filippone in: www.repubblica.it, 11 luglio 2015)


"Nottedoro" è il primo festival di ninne nanne da tutto mondo, in programma il 6 e il 7 marzo al Golden di Palermo, dedicato alla solidarietà e alla cultura musicale

Tra i tanti ricordi legati alla nostra infanzia ci sono certamente quelli che vedono protagoniste le mamme o la nonne che ci cullavano per farci addormentare, intonando una ninna nanna che accompagnava i nostri sogni felici per tutta la notte. Proprio per celebrare questo momento così dolce nasce la prima edizione di "Nottedoro", festival di ninne nanne da tutto il mondo che venerdì 6 e sabato 7 marzo arriva al Cineteatro Golden di Palermo.
Due serate che coniugano musica, solidarietà e intermezzi culturali, e saranno arricchite dalla presenza di ospiti speciali e da esibizioni, proiezioni, presentazione di progetti solidari e tanto altro ancora, con gli obiettivi di favorire la convivenza pacifica tra culture e mondi differenti.
Il festival, infatti, vuole dare visibilità ai diversi disagi che molte comunità affrontano ogni giorno e contribuire alla creazione di un luogo sicuro di cura e di ascolto in Madagascar, che sarà costruito grazie ai fondi raccolti durante le due serate, devoluti al progetto “Une chance contre la violence”, ideato dall’organizzazione Cope, vicina alle donne e bambini vittime di violenza.
Proprio per questo motivo i personaggi e artisti che partecipano a queste due serate offrono il loro contributo a titolo gratuito. Durante il festival verrà presentato anche il cd di "Nottedoro", acquistabile all'interno del cineteatro Golden e contenente quindici tracce inedite registrate anche da Carmen Consoli e Stefano Bollani, autori anche di alcuni videomessaggi che verranno proiettati durante le due serate per i propri fan.
Sul palco del festival saliranno tredici artisti che, oltre a portare i propri cavalli di battaglia, reinterpreteranno le ninnenanne provenienti da alcune parti del mondo, come il Congo, l’Ungheria, Argentina, Messico, Sicilia, Germania, Cuba, Israele, Senegal, Polonia, Ghana. Si parte venerdì 6 marzo alle ore 21.00 con i SeiOttavi, Luca Madonia, La Banda Di Palermo, Cirrone Band, Laura Campisi Trio, LassatilAbballari e Trizzi ri Donna.
Sabato 7 marzo alle ore 21.00, invece, sarà la volta degli Akkura, Sandro Joyeux, Malmaritate, No Hay Problema, Nuclearte, La Rappresentante di Lista, Giovanni di Giandomenico e il coro di voci bianche dell’Accademia Musicale Mediterranea.
«"Nottedoro" ha una missione: salvare dall'oblio ninnenanne del mondo raccogliendole in un archivio multimediale - spiega Martino Lo Cascio, regista palermitano ideatore del progetto e direttore artistico. - Ma è diventato anche un Festival che incrocia arte, solidarietà e cultura. Infatti, i gruppi musicali più amati attraverseranno i generi musicali suonando le loro hit e una ninnananna reinterpretata nel loro stile. Le “ninne” compongono un cd impreziosito dagli inediti creati appositamente da Carmen Consoli e Stefano Bollani. L’incasso del Festival e del cd sarà devoluto per supportare donne e bimbi vittime di violenza in Madagascar».

Serena Governali in: www.balarm.it, 4 marzo 2015)


Una “superluna” domenica sera tutta per il Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Palermo, nel mirino dei riflettori e dei fotografi, e unico protagonista del maestoso scenario del Teatro di Verdura. Un’iniziativa senza precedenti, nata dalla ricerca dell’originalità e dal desiderio di mettere su un enorme calderone pieno fino all’orlo di giovani musicisti palermitani davvero fuori dall’ordinario. E questa è stata la sana febbre che ha contagiato e dato vita a una frizzante rilettura della celebre suite di Gil Evans, “Porgy and Bess”, che nel lontano 1959 risuonava nella tromba del grande Miles Davis e che ancora prima era stata forgiata dal grande George Gershwin. Ma questa volta, per “Around Porgy and Bess”, negli arrangiamenti di Gaetano Randazzo, la tromba era quella di Giacomo Tantillo, il più giovane e abile Louis Armstrong della New Orleans panormita di oggi. Un’esplosione di ritmo e lucida passione quella di Sergio Calì, percussionista, immerso pienamente nella sua terzina migliore: xilofono, vibrafono e marimba; una musicalità senza eguali, una manualità acrobatica, una coordinazione robotica: arte, pura arte. E che cosa si può dire della giovanissima Daniela Spalletta, la bellissima voce che ha scandito, cantando, quartine di sedicesimi con precisione metronomica, con intonazione nitida e interpretazione carica, un orgoglio senza pari. Al flicorno il maestro Vito Giordano, su intonatissime sonorità calde, in eclissi perfetta con la tromba di Giacomo Tantillo. A far parte del gran concerto anche l’Orchestra Sinfonica Bellini e l’Orchestra Jazz del Conservatorio: grande adunata.
Come non citare, infine, lo splendido gruppo a cappella dei SeiOttavi, in grandissima forma e con una nuova conquista, Germana Di Cara, in grande idillio con ciascun ottavo: Alice Sparti, Giuliana Di Liberto, Kristian Cipolla, Vincenzo Gannuscio, Massimo Sigillò Massara.
Sul podio, neanche a dirlo, il giovane camaleonte palermitano, Alberto Maniàci, la cui musicalità di sempre ha snocciolato al pubblico la perfezione degli attacchi, in un grande vortice jazz: altro che americanata!
«Cos’era? Non lo so. Quando non sai cos’è, allora è Jazz» (Alessandro Baricco, Novecento).

Stefania Grigoli in: www.sicilypresent.it, 9 settembre 2014)


Conservatorio V. Bellini, "Contemporary Music Festival"
Nell’accostarsi a un capolavoro ormai consegnato alla storia, in questo caso “Porgy and Bess” di George Gershwin, il pendolo interpretativo solitamente oscilla tra l’adesione filologica a una versione di riferimento e la più ampia libertà di reinvenzione.
Nella produzione originale del conservatorio Bellini di Palermo, presentata domenica sera al Teatro di Verdura, la strada scelta da Gaetano Randazzo, coadiuvato da Giuseppe Vasapolli e Alberto Maniaci, ha indicato un percorso inedito (da cui il titolo “Around Porgy and Bess 2.0”) che, oltre a tener conto di varie versioni sinfoniche succedutesi negli anni e dei ritmi frastagliati e dei particolari colori timbrici che segnano la suite concepita da Gil Evans nel 1958 per il gruppo di Miles Davis, si è avvalso di modifiche, talvolta sostanziali, di parti dell’opera, espandendone alcune e concentrandone altre.
«Riproporre fedelmente il filo drammaturgico di “Porgy and Bess” – riferiva durante le prove Gaetano Randazzo – esponeva al rischio di una brutta copia. Paradossalmente, è stato il senso di umiltà e rispetto verso due autentici mausolei, quali sono Gershwin ed Evans, a suggerirmi l’idea di tagliare l’opera a pezzi e ricucirli in modo nuovo, stimolandomi a mettere in trasparenza alcuni elementi particolari, a fare esplodere efficacemente talune deliziose contraddizioni delle partiture e, non ultimo, a costruire attorno a dei solisti d’eccezione qualcosa che mettesse in luce le loro qualità. Insomma, un lavoro condotto con appassionata manualità sartoriale».
E non c’è dubbio che gli adattamenti “sartoriali” di Randazzo abbiano vestito al meglio le possibilità tecniche ed espressive dell’ampio organico del Bellini (80 elementi tra orchestra sinfonica e jazz band) diretto con sicurezza ed efficacia (e spesso anche con piglio acrobatico) da Maniaci. L’idea di affiancare la tromba di Giacomo Tantillo (che sulla versione di Gil Evans ha elaborato la sua recente tesi di laurea) al flicorno di Vito Giordano è apparsa geniale, coi due fiati ad intrecciare limpidezza e opacità, irruenza e pastosità, lirismo e malinconia, e non meno felice quella di espandere il ruolo delle percussioni di Sergio Calì, impegnato a xilofono, vibrafono e marimba. Affascinante, poi, il ruolo assegnato alla vocalità, con una Daniela Spalletta capace di svisare tra canto e scat e giocare con sorprendente agilità tra toni bassi e alti (splendidi i suoi interventi in “Waiting for”, “Overflow” e “Prayer, oh doctor Jesus”).
Sempre in tema di vocalità, sono apparsi spettacolari (e sottolineati da applausi ancor più scroscianti) i brani in cui alla voce di Spalletta si è aggiunto il coro a cappella dei SeiOttavi: “A cappella song” (basato su “Leavin’ for the promise’ land” e ripetuto come bis) e “Beguine rhythm”, entrambi adattamenti di Randazzo da originali di Gershwin. Non sono mancate, ovviamente, le pagine più famose dell’opera, prima tra tutte “Summertime” e poi “Bess, you is my woman now”, “It ain’t necessarily so” e “I loves you Porgy”, ma anche altre assai meno note hanno ricevuto un’attenzione così trepidante (sia negli arrangiamenti che nelle esecuzioni) da illuminarle di nuova luce.
“Porgy and Bess” non è forse l’opera più popolare di Gershwin (ma è concordemente indicata come il suo capolavoro per sintesi mirabile tra elementi sinfonici, jazz e folk americano) e questa speciale versione, proprio come indica il titolo, è solo un viaggio “intorno” all’originale: tuttavia la raffinatezza della confezione “sartoriale” e le emozioni regalate da solisti e compagine orchestrale ne amplificano ed illuminano viepiù la bellezza.

Gigi Razete in: www.repubblica.it, 8 settembre 2014)


Concerto itinerante dei SeiOttavi, il gruppo vocale siciliano diventato assai popolare. Nell' ambito del programma natalizio promosso dal Comune, infatti,i SeiOttavi saranno protagonisti di un concerto a tappe che collegherà attraverso la musica vari luoghi del centro storico della città. Ogni mezz' ora un luogo diverso del salotto cittadino, strade e piazze dello shopping e del raduno del sabato pomeriggio dei palermitani. Si parte alle 18 da piazza Bologni, si prosegue alle 18,40 in piazza San Domenico, altra isola pedonale, alle 19,15 si va in piazza Castelnuovo, alle 19,45 in via Ruggero Settimo e alle 20,15 gran finale in piazza Verdi.

Gigi Razete in: www.repubblica.it, 4 gennaio 2014)


IMMERSE nell'oscurità dell'oratorio di San Mercurio, saranno le voci dei SeiOttavi (Alice Sparti, Lucia Caminita, Giuliana Di Liberto, Kristian Cipolla, Vincenzo Gannuscio e Massimo Sigillò Massara) a concludere stasera "Il suono del buio", l'originale rassegna musicale e teatrale organizzata dalle associazioni Amici dei Musei Siciliani e Kleis (cortile San Giovanni degli Eremiti, ore 21,15, ingresso 7,50 euro, info e prenotazioni 328 8663774). Come nei precedenti appuntamenti, anche stavolta l'ensemble siciliano, tra i più apprezzati esempi internazionali di canto polifonico a cappella, si esibirà tra gli stucchi giovanili del Serpotta al buio per accentuare al massimo le facoltà percettive. «È un'esperienza sensoriale assai emozionante sia per l'artista che per l'ascoltatore - dice Sigillò Massara - perché l'assenza di luce e distrazioni visive amplifica la dimensione di suoni e parole e stimola in modo del tutto inatteso le capacità immaginative».
Alla suggestione sonora si aggiunge l'alea, specie per un gruppo di più elementi, dell'assenza della necessaria intesa tra gli artisti. «In effetti l'impossibilità di qualsiasi cenno visivo d'intesa - prosegue Massara - ha rappresentato la principale difficoltà incontrata nelle prove.
Abbiamo sopperito acuendo la reciproca percezione dei nostri respiri e utilizzandoli come cenno d'intesa. E' stato cioè necessario fondere i singoli respiri in un unico respiro corale». Il repertorio, scelto in base a caratteristiche particolari di sonorità, prevede brani tratti da "Vucciria" (il recente musical dei SeiOttavi), qualche canto natalizio (ad esempio "Silent night"), temi di Nicola Piovani ("La vita è bella"), Nino Rota ("Amarcord"), Gaetano Randazzo ("Arioso") e di altri celebri autori.

Gigi Razete in: www.repubblica.it, 5 dicembre 2013)


Il gruppo vocale presenta lo spettacolo dedicato al mercato di Palermo celebrato da Guttuso in suo celebre quadro.

Il fascino della Vucciria, - suggestivo mercato popolare di Palermo e fonte d’ispirazione per uno dei più celebri quadri di Renato Guttuso - ha stregato anche il gruppo dei Sei Ottavi, realtà emergente del panorama musicale italiano. Il risultato? Un originale spettacolo dal titolo I Sei Ottavi all’opera…Vucciria fondato su un racconto vocale in cui si mescolano realtà e fantasia, musica ed immagini, tradizioni e contaminazione, identità e pluralismo culturale. Dopo l’affollata anteprima al teatro Politeama di Palermo e dopo la successiva tappa spagnola, i Sei Ottavi si accingono a rappresentare la loro opera vocale in una lunga tournèe europea. Spettacolo di teatro musicale eseguito secondo il genere “a cappella”, Vucciria ha come filo conduttore la tradizione italiana dell’opera e del genere della “farsa”.
Per conoscere i retroscena dello spettacolo, incontriamo Massimo Sigillò Massara, architetto palermitano, portavoce dei Sei Ottavi e produttore esecutivo insieme a Vincenzo Gannuscio. «La nostra – spiega Sigillò - è un’opera vocale surreale che nasce intorno all’idea del mercato, inteso come luogo di scambio, luogo di esperienze, di espressione artistica in cui realtà molto diverse (e spesso stridenti tra loro) convivono e sono a stretto contatto. La Vucciria è un luogo in cui tutto è possibile». Massimo Sigillò ha le idee chiare sul futuro dei Sei Ottavi: «Dobbiamo finire di registrare il disco che si chiamerà, per l’appunto, Vucciria e ci accingiamo ad una lunga tournèe europea in modo da introdurre nei teatri un nuovo concetto d’opera. Il nostro obiettivo è valorizzare l’opera vocale che profuma degli odori di uno dei più celebri mercati del mondo».
I Sei Ottavi sono specializzati nel settore della cosiddetta “musica a cappella”. Si tratta di un genere musicale particolare, che non prevede l’utilizzo degli strumenti. L’esecuzione, infatti, è caratterizzata dalla polifonia e dalla riproduzione - con le sole voci - di effetti strumentali, sonori e onomatopeici. Nati nel 2006, i Sei Ottavi hanno inciso il loro primo disco Onda nel 2007, ma sono saliti alla ribalta con la partecipazione alle trasmissioni Viva Rai Due (di Fiorello e Baldini) e X Factor (a quei tempi condotta da Francesco Facchinetti su Rai 2).
Guidati dal leader e portavoce Massimo Sigillò, i Sei Ottavi hanno al loro interno tre donne: Alice Sparti, cantante jazz; la cantautrice Giuliana Diliberto e la flautista Lucia Caminita (direttrice del coro "Madonna della Provvidenza" nella Rettoria di S.Giuseppe dei Teatini ai Quattro canti di Palermo). Gli altri esponenti storici dei Sei Ottavi sono Vincenzo Ganuscio (baritono ed esperto di musica sacra, liturgica e folk) e Kristian Cipolla (che spazia dal blues al rock, dal jazz allo swing).

In: www.famigliacristiana.it, 7 giugno 2013)


IL GRUPPO a cappella I SeiOttavi porterà in scena il cuore della sua città sul palco del Politeama di piazza Ruggero Settimo. Per gli Amici della musica, presentano, infatti, l' anteprima dell' opera vocale Vucciria su testi di Massimo Sigillò Massara e la musica di Gaetano Randazzo, in un allestimento scenico multimediale che si promette conturbante, stasera alle 21.15 (biglietti 20, 15 e 10 euro. L' opera dei SeiOttavi racconterà la Palermo di uno dei mercati più celebri immortalato da Guttuso e la Palermo della Vucciria odierna, con le surreali suggestioni sensoriali di oggi e di ieri. «La nostra idea nasce proprio dalla contrapposizione tra le due realtà - spiega Massara, uno dei componenti del gruppo - dalla concettualizzazione di qualcosa che non esiste più se non nella memoria, dal desiderio di ricreare una situazione grottesca ma positiva a partire dal triste decadimento di oggi. Noi vogliamo aggiungere la fantasia e ritornare a quel grottesco originario in modo ruvido: c' è l' immondizia che si trasforma, però, come il gonnellino prodigioso di Eta Beta, come quando rovistando dai robivecchi si scoprono cose meravigliose. Ognuno di noi è un mercante tratto da un personaggio cinematografico, da Gangs of New York a Sweeney Todd e Alice in wonderland, calato quindi in una dimensione favolistica nella quale tutto intornoa noi vorremmo fosse Vucciria in senso etimologico». L' opera si presenta come un progetto nuovo e originale, uno spettacolo a tutto tondo, coi movimenti coreografici di Marika Riggio, i costumi di Vito Bartucca e le scene di Francesco Santoroe Fabio Bondì. Un' opera vocale moderna che pesca nella tradizione per superarla (dalle citazioni mozartiane a quelle dei Queen), con un nuovo impasto coloristico e stilistico ricercato da Randazzo, alle prese con la sua prima opera vocale scritta su misura per l' ensemble siciliano che si impegna a esportare il brand in giro per l' Italia e per il mondo. Sul fondale sarà proiettato il corto di Michele Di Salle, ricomponendo i frammenti dello spettacolo dal vivo.

(Alessandra Sciortino - in: www.repubblica.it, 30 aprile 2013)


Mercoledì, 19 dicembre 2012 alle ore 20.00, nel Salone di rappresentanza della Provincia di Brindisi per la stagione concertistica “BrindisiClassica”, organizzata dal Associazione “Nino Rota” e diretta dalla Prof.ssa Silvana Libardo, è di scena il noto gruppo vocale a cappella SeiOttavi, composto da Alice Sparti, Lucia Caminita, Chiara Castello, Kristian Cipolla, Massimo Sigillò Massara, Vincenzo Gannuscio e dal fonico Carlo Gargano. In programma il Concerto di Natale con lo spettacolo dal titolo Around the world, che racconta, attraverso un immaginario percorso musicale intorno al mondo, le sonorità e le suggestioni dei diversi luoghi della Terra in vari periodi della storia con pagine di Mozart, Brahms, Piazzolla, Swingle Singers, Beatles, Fitzgerald, Randazzo e dello stesso gruppo SeiOttavi.
I SeiOttavi sono un gruppo di sei voci che hanno fatto del contemporary a cappella il loro modo di esprimersi. L’esecuzione è caratterizzata, oltre che dalla polifonia, dalla riproduzione, con le soli voci, di effetti strumentali, sonori, onomatopeici e di mouth-drumming.
Sin dalla loro fondazione nel 2005 i SeiOttavi si impongono all’attenzione del pubblico per l’originalità del repertorio e dell’esecuzione ricevendo ampi consensi per i loro spettacoli Sette voci fra i secoli (2005), Il muto canta a cappella (2006-2007), Around the world (2008-2010) e Cinematica (2009).
Esce nell’estate 2007 il primo lavoro discografico dei SeiOttavi. “InOnda” il titolo del lavoro che raccoglie arrangiamenti originali del gruppo ed il primo brano inedito presentato il 25 luglio 2007 alla trasmissione Matinée – Rai Due. Nella primavera del 2010 la loro discografia si arricchisce con “Cinematica”: il disco edito dalla Casa Musicale Sonzogno nasce dall'omonimo spettacolo teatrale prodotto da Marco De' Conno e raccoglie alcune fra le più belle musiche scritte per il grande schermo. Nell'estate dello stesso anno esce il CD di “Mons Regalis - L'opera del Duomo”.
Numerosi i premi e i riconoscimenti ottenuti dai SeiOttavi. Nel 2007 sono stati i vincitori della prima edizione di Solevoci Competition per la categoria gruppi vocali. La prestigiosa giuria internazionale ha assegnato ai SeiOttavi pure il premio per il miglior brano ed il premio per il programma di maggior interesse artistico. Al prestigioso concorso internazionale Vokal Total di Graz (Austria) ottengono il Diploma d’Oro nella sezione Jazz e il Diploma d'Argento nella sezione Pop. Nel 2010 si classificano al secondo posto nella sezione Jazz/Pop del XIV Torneo Internazionale di Musica.
Numerose le partecipazioni radiofoniche sia su frequenze nazionali che locali. Su scala nazionale si ricordano: “W Radio Due” (Fiorello e Baldini) e “Scatole Cinesi” su Rai Radio Due e “Notturno Italiano” di Radio Rai International.
Raggiungono notorietà più ampia grazie alla fortunata partecipazione come concorrenti della prima edizione italiana di X-Factor in onda su Rai Due (marzo-giugno 2008). In gara fino alla nona puntata delle dodici previste, i SeiOttavi affermano la “cifra stilistica” della musica a cappella in Italia introducendola al grande pubblico.

(in: www.brundisium.net, 17 dicembre 2012)


Sin dalla loro fondazione nel 2005 i SeiOttavi si impongono all’attenzione del pubblico per l’originalità del repertorio e dell’esecuzione ricevendo ampi consensi, testimoniati anche da lusinghiere recensioni, per i loro spettacoli Sette voci fra i secoli (2005), Il muto canta a cappella (2006-2007), Around the world (2008-2010) e Cinematica (2009). L’ancor giovane gruppo vanta, inoltre, un’intensa attività discografica iniziata nell’estate 2007 con l’uscita del cd InOnda che raccoglie arrangiamenti originali del gruppo. Nella primavera del 2010 la loro discografia si arricchisce con Cinematica, che nasce dall'omonimo spettacolo teatrale prodotto da Marco De' Conno e raccoglie alcune fra le più belle musiche scritte per il grande schermo. Sempre nel 2010 esce il CD di “Mons Regalis - L'opera del Duomo”, al Duomo di Monreale, famoso in tutto il mondo per il mosaico che raffigura il Cristo Pantocrator, riprodotto nella copertina del cd.
Numerosi i premi e i riconoscimenti ottenuti dai SeiOttavi. Su scala nazionale si ricordano: “W Radio Due” (Fiorello e Baldini) e “Scatole Cinesi” su Rai Radio Due e “Notturno Italiano” di Radio Rai International. Raggiungono notorietà più ampia grazie alla fortunata partecipazione come concorrenti della prima edizione italiana di X-Factor in onda su Rai Due (marzo-giugno 2008). In gara fino alla nona puntata delle dodici previste, i SeiOttavi affermano la “cifra stilistica” della musica a cappella in Italia introducendola al grande pubblico. I SeiOttavi svolgono una costante attività concertistica su tutto il territorio nazionale e all'estero. Ultimamente il gruppo si è resto protagonista di un’interessante iniziativa benefica in favore delle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto. I SeiOttavi sono diventati i personaggi del libro, Un arcobaleno di note, curato da Giovanna Tonelli e da Paola Fontanari, che si è occupata delle illustrazioni; i proventi della vendita del libro saranno interamente devoluti all’Associazione Insieme per l’Abruzzo che li utilizzerà per migliorare le strutture scolastiche dell'Aquila e dintorni danneggiate dal terremoto. In occasione delle pubblicazione di questo libro abbiamo incontrato Massimiliano Sigillò Massara, portavoce del gruppo SeiOttavi e la signora Tonelli, curatrice del progetto, che hanno gentilmente risposto alle nostre domande.
Gent.ma signora Tonelli ci può illustrare Un arcobaleno di note?
Un arcobaleno di note è un libro di favole, una risposta di fantasia al quesito: «Qual è l’origine delle vocal band?». I protagonisti sono i due personaggi ritratti in copertina, due animali di peluche, l’orsetto Bernardo e la mucchina Schwizy Mou. È una storia inframmezzata da favole sulla musica e sugli strumenti, che possono essere lette anche singolarmente, senza tenere conto del canovaccio che le unisce. Il libro è illustrato da Paola Fontanari con immagini in bianco e nero, in modo che ciascuno le colori a proprio piacere. Un arcobaleno di note è un libro scritto da bambini e da ragazzi (ad eccezione de “Il duduk di Greta” e del mio canovaccio che lega le storie), i cui proventi saranno interamente devoluti all’“Associazione insieme per l’Abruzzo” (http://www.insiemeperlabruzzo.it/), che li utilizzerà per migliorare le strutture scolastiche abruzzesi danneggiate dal terremoto dell’aprile 2009.
Quali sono i sentimenti da lei provati nel portare avanti questo progetto?
Per rispondere alla sua domanda devo richiamarmi al percorso che ha portato alla pubblicazione di questo libro. Tutto è nato nell’estate del 2009 per assecondare il desiderio di una ragazzina dell’Aquila che, dopo aver letto il mio libro di favole Cocky e il fiocco di neve bianco nei mesi successivi al sisma, espresse il desiderio di scrivere racconti. Ho proposto quindi a lei e ad altri ragazzini di scrivere un libro di favole in occasione del primo anniversario del terremoto per ringraziare i colleghi che si erano impegnati a donare libri per ricostituire la biblioteca del polo centro dell’Università dell’Aquila.
Fra tutti i ragazzini contattati, cinque hanno partecipato all’iniziativa. Così nel 2010 è stato pubblicato Carezze per il cuore (scaricabile gratis dal sito:
http://www.giovannatonelli.it/Altre_pubbl.html). Dopo la pubblicazione delle Carezze Emanuele, un ragazzino che aveva partecipato all’iniziativa, mi propose di scrivere un altro libro, sempre a favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Quanto esposto sinora è indispensabile per comprendere il sentimento che ho provato nel portare avanti il progetto: il sentimento della partecipazione. Partecipazione al desiderio di bambini e ragazzi di fare qualcosa per i loro coetanei abruzzesi; partecipazione al dolore di chi sconta ancora i postumi del terremoto con la delicatezza che è propria di un libro di favole.
In che misura il gruppo SeiOttavi ha partecipato all’iniziativa ?
I SeiOttavi hanno ispirato il canovaccio che unisce le favole. Avevo conosciuto i SeiOttavi l’estate precedente in occasione della loro partecipazione a X Factor. Ero rimasta molto colpita dalla loro bravura, oltre che dalla simpatia e dall’umanità di tutti i componenti del gruppo. È stata poi un’osservazione di mio nipote Emanuele, dopo una loro esibizione alla trasmissione televisiva, a indurmi a pensare a loro e alla loro arte quali protagonisti di un racconto che chissà quando avrei scritto e che poi ho tradotto nel canovaccio che unisce le favole di questo libro. Emanuele allora frequentava la scuola elementare. Era piccolino quindi; eppure, il giorno successivo a una delle loro esibizioni mi ha telefonato e ha osservato: «Zia, quanto hanno studiato per arrivare a quei livelli!». La voce della verità di un bambino che, alle prese con lo studio del violoncello oltre che con la scuola, ha capito che, pur avendo talento, soltanto studiando e impegnandosi molto e con costanza si può arrivare a risultati eccellenti. I SeiOttavi hanno quindi partecipato a questa iniziativa indirettamente, perché costituiscono un esempio di tenacia e di lavoro da offrire a grandi e piccoli, e poi perché partecipano alla vita di chi ha la fortuna di ascoltarli. Con la loro arte riempiono il nostro cuore e la nostra mente di bellezza e la bellezza delle loro voci ha generato in me una favola, la favola che ho proposto nell’Arcobaleno di note.
Quello tra SeiOttavi e le popolazioni abruzzesi terremotate è stato dunque un incontro ricco dal punto di vista umano. Gentile maestro Massimiliano Sigillò Massara, quali sono stati i sentimenti che hanno guidato la vostra partecipazione al progetto? Il sisma che ha colpito l'Abruzzo certamente non ha lasciato indifferente nessuno. All'indomani della tragedia sono state tantissime le iniziative a sostegno dei terremotati e a varie riprese è stata chiesta anche ai SeiOttavi la partecipazione a concerti e manifestazioni. Ma, come purtroppo avviene nella nostra società del “mordi e fuggi”, dopo pochi mesi di fittissima e martellante copertura massmediatica, in cui a tutte le ore del giorno e della notte venivamo bombardati da immagini delle zone terremotate l'argomento è gradualmente scomparso dai palinsesti per lasciare spazio ad altre notizie. Ma a L'Aquila e in Abruzzo l'emergenza è rimasta reale e ancora oggi si continua a lavorare per ricostruire con tanta fatica quello che è andato distrutto in pochi secondi. Quindi, quando Giovanna Tonelli ci ha proposto la partecipazione a questo bel progetto, abbiamo accettato con grandissimo piacere, pensando che con questo piccolissimo gesto potevamo dare anche a distanza di anni un segnale concreto a chi ancora oggi si trova a non aver riconquistato la normalità del vivere quotidiano. Fondato nel 2005, il vostro gruppo, pur essendo molto giovane, vanta già un’intensa attività artistica. Ci può raccontare da dove è nata l’idea di creare questa formazione vocale?
Sin da bambino, il celebre gruppo degli Swingle Singers ha toccato la mia curiosità musicale. Ho avuto tra le mani la mia prima “cassetta” degli Swingle a 12 anni e già allora cercavo di riprodurre gli strumenti con la voce. Con l’andare del tempo quell’idea è cresciuta con me, fino al punto che nel 1995 proposi ad alcuni amici musicisti di provare a fondare un gruppo simile. La prima formazione non funzionò. C’è tanto lavoro musicale e vocale da fare dietro un’idea simile. 10 anni dopo, con le idee un po’ più chiare, ho reclutato, ad uno ad uno, gli elementi che mi sembravano essenziali per il progetto ed oggi eccoci qua!
Quali sono le caratteristiche vocali del gruppo?
A tutti gli effetti, il gruppo è una piccola orchestra di voci. Tre donne e tre uomini che ricoprono tutta la gamma delle frequenze sonore: soprano, mezzo-soprano, contralto, tenore, baritono, basso. Ognuno poi ha una gamma sonora di “rumori”, effetti di mouth drumming e beat box. Per intenderci la “batteria vocale” che permette alla sonorità del gruppo di entrare, a volte, nel campo del pop. La caratteristica più importante è l’evoluzione dello “scat”, cioè una nostra visione degli effetti sonori di riproduzione del suono strumentale con le voci.
E il suo repertorio?
Il repertorio del gruppo ha subito vari cambi di direzione. Inutile dire che, essendo un gruppo “comtemporary a cappella”, il primo repertorio è stato sulla falsa riga dei nostri ispiratori, gli Swinle Singers. Via via però il suono del gruppo si è stabilizzato, ed è diventato, per così dire, unico. Ed ecco nascere nuovi repertori, il primo “classic” è un po’ la palestra vocale di un gruppo a capella, poi è nato “Soundtrack”, sonorità tratte dalle colonne sonore più importanti del mondo, con una forte connotazione italiana. Adesso abbiamo cominciato a sviluppare sonorità originali, sia nella musica che nell’esecuzione.
Nella intensa attività del gruppo c’è un evento al quale è particolarmente legato? Per la verità si, più di uno. Abbiamo avuto la fortuna di cantare in posti meravigliosi, davanti a molte persone, alcune molto importanti. Ma forse il ricordo più bello è legato ad un luogo, il concerto fatto a Dolceacqua per il Club Tenco in un castello in cima alla rocca di Dolceacqua (Ventimiglia).
Perché questo evento vi ha particolarmente colpito?
E’ stata la cosidetta serata “perfetta”. Il luogo incantevole e suggestivo ci ha proiettato in una dimensione quasi favolistica: un castello del 1200 con una corte semidiroccata in cui si ha quasi timore di entrare per la storia che porta in sé. Figurarsi a cantarci dentro. La temperatura della serata perfetta sia per noi che per il pubblico, con un cielo notturno d’estate limpido ed ispiratore. Tutti i posti esauriti e, considerato che per salire al castello c’era una bella camminata in salita da fare, anche questo non era scontato. E poi, il concerto è stato fluido, si è creato subito un rapporto con il pubblico che, fino alla fine dell’esibizione, si è scaldato sempre di più fino alla richiesta entusiasta di numerosi bis.
Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti dal gruppo vi è uno che vi ha maggiormente gratificato?
Il primo riconoscimento avuto a Varese nel “Solevoci competition” è stato sicuramente il più inaspettato; era il primo Contest a cui partecipavamo e abbiamo vinto 3 premi: miglior gruppo, miglior repertorio e miglio arrangiamento. Insomma una festa ed una grande conferma. Ma forse il premio che ci ha gratificato di più è stato il diploma d’oro a Graz.
Perché?
Perché Il festival Vokal.total a Graz è una delle grandi vetrine mondiali della musica a cappella. Essere posti, con il diploma d’oro, tra le grandi nuove rivelazioni di livello, è stato davvero, oltre che bello, molto importante.
Ci può illustrare i tre cd realizzati dal gruppo?
InOnda è il primo. Ha un sapore un po’ retrò. Lo abbiamo immaginato come una trasmissione radiofonica, quindi tra un brano e l’altro si sente il passaggio di stazione con dei disturbi. Il brano che forse sintetizza meglio il cd è un medley di brani del trio Lescano, “Italian vintage”, in cui davvero, con un piccolo tributo ai nostri maestri del passato, ci immettiamo nelle sonorità antiche degli anni ’40. Cinematica invece nasce da un nostro spettacolo teatrale omonimo, in cui sul palco raccontiamo noi stessi come amici che si incontrano al cinema e si raccontano i propri gusti citando le colonne sonore più celebri al mondo.
Il primo tempo “in bianco e nero” è un po’ più serio; ad esso segue un omaggio a grandi compositori italiani come Nino Rota, Morricone e Piovani. Il secondo tempo conclude invece “a colori”. Il disco racconta in musica la nostra visione del cinema, più o meno allo stesso modo. L’ultimo è Mons Regalis-L’Opera del Duomo: in questo caso però i SeiOttavi non sono da soli; ci sono un’orchestra, delle voci recitanti e dei solisti. I SeiOtavi sono ospiti di un progetto molto bello e complesso di Salvino Leone e Lucina Lanzara, che scrivono un’opera per raccontare in musica uno dei monumenti più visitati al mondo: il Duomo di Monreale. Lo stile non è esattamente da “SeiOttavi”, ma cimentarci in questo progetto è stato entusiasmante. Per portare il suono del Duomo nel disco, ci è stato chiesto di registrare di notte nel Duomo stesso, un silenzio ed una bellezza davvero surreali. Un grande progetto cui siamo fieri di avere partecipato.
Quali saranno i prossimi impegni?
Stiamo costruendo in una nuova direzione musicale che sintetizza ciò che siamo stati, ma che supera il passato. Il gruppo, che ormai ha una sua identità musicale, sta preparando il nuovo progetto teatrale che davvero afferma una cifra originale in una nuova sonorità. Certo la sfida di proporre brani originali che si distacchino dal pop è grande, ma non abbiamo paura. Abbiamo sempre osato e anche questa volta non ci tiriamo indietro.
Un sogno nel cassetto del gruppo e per il gruppo?
Riuscire a creare un brand riconoscibile come “italianità” di qualità in giro per il mondo. Ci stiamo provando… ma lo sappiamo, la strada è lunga!
Altre notizie sul gruppo le potete trovare nel loro sito ufficiale.

Riccardo Viagrande in: www.gbopera.it, 28 aprile 2012)


Esattamente 45 anni dopo "Place Vendôme", storica incisione che vide assieme Modern Jazz Quartet e Swingle Singers, il Seacily Jazz Festival stasera propone ai Giardini dello Spasimo l' esibizione congiunta del quintetto guidato dal vibrafonista Giuseppe Mazzamuto (che mercoledì ha inaugurato alla grande il Womad) e del gruppo vocale SeiOttavi (via dello Spasimo 15, ore 21,30, biglietto 8 euro, info 091 6166480). Il concerto, intitolato "Overstep", come il disco di imminente pubblicazione, vede per la prima volta i SeiOttavi, ensemble a cappella divenuto popolare grazie alla partecipazione al primo "X Factor", cantare accompagnati da musica strumentale. In programma diverse composizioni originali di Mazzamuto e pagine di altri autori, da Bach riletto in chiave jazz a Pat Metheny, la cui celebre "Letter from home" sarà eseguita in un' inedita versione voci e vibrafono.

(in: www.repubblica.it, 22 luglio 2011)


Il gruppo vocale SEIOTTAVI ha presentato domenica 25 aprile, al Teatro Savio, lo spettacolo Around the world, un viaggio musicale immaginario nel tempo e nello spazio, con musiche da Johann Sebastian Bach, con una breve tappa nell’Inghilterra di Enrico VIII, a Nicola Piovani, passando per le tradizioni musicali europee ed americane, con un’evidente predilezione per il repertorio del Novecento.
SEIOTTAVI, nato nel 2005 a Palermo dalla “costola” di un altro gruppo palermitano, i SETTEOTTAVI, è formato da sette giovani musicisti siciliani, tre donne e quattro uomini, Elisa Smeriglio (soprano), Chiara Castello (mezzosoprano), Alice Sparti (contralto), Vincenzo Biondo (tenore), Kristian Cipolla (tenore), Vincenzo Gannuscio (basso) e Massimo Sigillò Massara (basso) sono i componenti di uno dei gruppi vocali italiani più interessanti dell’attuale panorama musicale.
Dopo il brano d’esordio, l’inedito Vucciria, Massimo Sigillò Massara ha annunciato una modifica al programma, modifica che a fine concerto è apparsa sostanziale ma assolutamente apprezzabile. Nei due tempi in cui è stato articolato il concerto, gli artisti hanno eseguito poco più di una ventina di brani, tra singoli e medley, tra cui, solo per citarne alcuni, l’Aria sulla IV corda di Johann Sebastian Bach, Libertango di Astor Piazzolla, Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno, Amarcord di Nino Rota, Typerwriter di Leroy Anderson (di cui tutti ricordiamo il famosissimo sketch di Jerry Lewis) ed una serie di brani della cinematografia “classica”, da Mary Poppins a Nuovo Cinema Paradiso, senza dimenticare un omaggio al siciliano Franco Battiato. I SEIOTTAVI hanno pensato di accompagnare tutta la loro performance con movimenti coreografici, curati da Elisa Smeriglio, sempre all’insegna della misura e del buongusto.
Caratteristica di questo ensemble vocale è l'attitudine a mescolare vari generi e, pur nel rispetto della scrittura originale, ricrearli secondo il loro particolare stile. Il loro è un repertorio classico, jazz e pop, eseguito a cappella (senza accompagnamento strumentale) con l’abile uso delle voci anche come strumenti (flauti, tamburi, cromorni).
La sicurezza vocale, l’estesa gamma espressiva, la presenza scenica di tutti i componenti, rappresentano gli elementi principali dei SEIOTTAVI. Tutti pezzi di bravura, compreso il fuori programma, richiesto a gran voce dal pubblico, Spider-Man in un intenso, scenografico e accattivante arrangiamento.
Uno spettacolo che ha veramente “funzionato”.

(in: www.messinanotizie.it, 26 aprile 2010)


Li avevamo lasciati sempre e solo vestiti di giallo, come i limoni della loro terra, e un po’ delusi dopo la partecipazione al talent show X Factor nel 2008, in cui non riuscirono ad arrivare fino in fondo. Oggi li ritroviamo in bianco e nero, molto più eleganti e sofisticati, ma soprattutto affiatati come allora, se non altro perché per i Sei Ottavi il fiato è una questione di necessità: il gruppo siciliano rappresenta l’equilibrio perfetto fra sette voci che si esprimono attraverso il contemporary a cappella, niente basi, nessuno strumento musicale, solo la polifonia e la riproduzione, attraverso le loro corde vocali, di effetti strumentali, sonori, onomatopeici e di mouth-drumming (la percussione vocale, ovvero il complicato tuttuncià patupatuncià effettuato con la voce).
Scherzano continuamente tra di loro alla presentazione dell’ultimo album “Cinematica”, in una sala discografica piena e realizzata per l’occasione all’interno della Mondadori di via del Corso a Roma. Il lavoro prodotto da Egea Music vede Alice, Chiara, Elisa, Kristian, Vincenzo e Vincenzo confrontarsi con le più belle colonne sonore di film conosciuti da tutti, ma mai sentite così prima d’ora, intrattengono con i giochi delle loro ugole per vedere se il pubblico è in grado di riconoscere una versione sicuramente originale della melodia di Momenti di Gloria, Amarcord, Mary Poppins, La vita è bella, Profondo Rosso, Il mago di Oz e molti altri. Una vera e propria magia del fiato che coinvolge chi li ascolta, “a punto tale da dimenticarsi che sono solo voci” come affermano che spesso accade. Tutti muovono i piedi, battono le mani, c’è chi grida “Spiderman!” per divertirsi di nuovo con il jingle con cui si esibirono in televisione, chiunque cerca di capire dove siano le basi, ma non se ne trovano: sono sette maghi della voce che giocano a carte scoperte e dimostrano quanto sono agguerriti nell’affermarsi sempre di più nel panorama musicale italiano, salutando tutti con le note di Rocky Balboa e tanto di ring-fumetto alle spalle.

(Andrea Dispenza in: www.recensito.net, 17 aprile 2010)


"Cinematica" contiene 12 brani che raccolgono alcune fra le più belle pagine musicali scritte per il cinema. I SeiOttavi, con il solo ausilio delle loro voci, conducono l’ascoltatore in un percorso che si snoda attraverso la poliedricità di stili e melodie che da sempre hanno accompagnato la magia del grande schermo.
Il lavoro discografico, prodotto da Marco De Conno e distribuito da Egea Music, nasce in concomitanza con l’omonimo show musicale di successo presentato la scorsa primavera in anteprima a Napoli, Palermo e Varese. Un viaggio attraverso la storia del cinema raccontato attraverso le sue colonne sonore, tutte eseguite rigorosamente a cappella.
I SeiOttavi sono un gruppo di sette voci che hanno fatto del contemporary a cappella il loro modo di esprimersi. Hanno partecipato con successo alla prima edizione di X Factor, riscuotendo un buon successo, sotto la guida del loro mentore Morgan, al quale devono lo spunto di questo progetto discografico.
Sono stati, inoltre, ospiti a Messina nel 2007 ad un tributo a Mia Martini dove hanno eseguito con grande bravura due successi della grande indimenticata interprete: “Piccolo uomo” e “Agapimu”.
La loro esecuzione è caratterizzata, oltre che dalla polifonia, dalla riproduzione, con le soli voci, di effetti strumentali, sonori, onomatopeici e di mouth-drumming. Gli arrangiamenti sono curati in gran parte da due dei SeiOttavi: Vincenzo Biondo e Massimo Sigillò Massara.
Alla realizzazione di questo nuovo interessante progetto discografico partecipa la Casa Musicale Sonzogno, che tra l’altro pubblicherà gli spartiti delle musiche contenute nell’album.
Il disco sarà presentato il 16 aprile 2010 presso il Multicenter Mondadori di Milano. E’ attesa la presenza di Mara Maionchi e Morgan ispiratore di “Cinematic Medley”, il brano d’apertura del disco. Seguiranno altri due appuntamenti a Roma il 17 aprile e a Palermo il 24 aprile, introdotti dall’entertainer e presentatore Massimo Minutella. Il 25 aprile sono a Messina al Teatro Savio per presentare il loro spettacolo “Around the world” e replicheranno il 7 maggio a Bologna.
Anche quest'anno i SeiOttavi saranno concorrenti al "Festival della nuova canzone siciliana", giunto alla sua XI edizione, condotto da Salvo La Rosa è trasmesso in diretta su Antenna Sicilia e sul canale satellitare Oasi Tv (848 di Sky) dal teatro Abc di Catania. In gara 42 concorrenti suddivisi in due categorie: il Premio Sicilia, nella quale gareggeranno trenta canzoni pop e neomelodiche con testi che strizzano l’occhio al sentimento e il Premio Trinacria, nella quale concorreranno alcune tra le proposte innovative più interessanti, sintesi di contaminazioni culturali e musicali, tra il tradizionale e il moderno.
I SeiOttavi gareggiano nella prima sezione. Fra i concorrenti anche Jenny B, Sal Da Vinci, Daniele Magro, Lautari, Annalisa Minetti, Manuela Villa.

(Pippo Augliera in: www.comunicati-stampa.net, 15 aprile 2010)


Il celebre gruppo vocale aprirà la stagione teatrale dell'estate 2009. Appuntamento giovedì 18 giugno con Cinematica
Gruppo rivelazione della prima edizione di X-Factor, i SeiOttavi sono ormai di casa a Varese. Il celebre gruppo vocale, infatti, vinse ancor prima dell'esperienza televisiva il premio “Varese Città Giardino” della Solevoci Competition.
Non poteva esserci avvio più interessante, quindi, per la sessione estiva della Stagione Teatrale di Varese. Una stagione particolarmente ricca di musica, che inizierà eccezionalmente al Teatro di Varese (tutti gli altri eventi si svolgeranno ai Giardini Estensi) giovedì 18 giugno. Qui i SeiOttavi porteranno il loro nuovo spettacolo “Cinematica”, che li vedrà impegnati nelle colonne sonore dei capolavori del cinema mondiale. Tutti i brani saranno eseguiti rigorosamente a cappella, particolarità che ha reso celebri i gruppi vocali.
L’esecuzione è caratterizzata dalla polifonia e dalla riproduzione, con le soli voci, di effetti strumentali, onomatopeici e di mouth-drumming. Gli arrangiamenti sono curati in gran parte da due dei SeiOttavi: Vincenzo Biondo e Massimo Sigillò Massara.

(in: www.varesenews.it, 12 giugno 2009)


Il 6 giugno al Teatro Biondo
Sono stati tra i beniamini della prima edizione di X-Factor, e pur non essendo riusciti a vincere o a piazzarsi, sicuramente sono risultati tra le sorprese della trasmissione. I Sei Ottavi, gruppo vocale palermitano, “giocherà in casa” con “Cinematica”, un concerto-spettacolo tutto dedicato all’Ottava arte, in programma al Teatro Biondo il 6 giugno.
In “Cinematica” il gruppo, attraverso il canto a cappella, invita il pubblico a rivivere la magia del cinema attraverso le sue musiche, raccontando una storia che ricompone sul palcoscenico quei tasselli ripescati nei ricordi. «Non potendo raccontare l’incredibile evolversi della storia del cinema universale – spiegano – abbiamo scelto alcuni capitoli tematici, che a nostro avviso racchiudono i temi più popolari, rappresentativi e commoventi».
Partendo dalle atmosfere in bianco e nero degli esordi, lo spettatore verrà condotto attraverso un percorso che approderà al technicolor. Si rivivranno i classici del cinema italiano, le figure di mitici premi Oscar, la sensualità delle femmes fatales della sfavillante Hollywood, si riderà con i grandi maestri mondiali della comicità e si tornerà bambini con i cartoni animati.
I Sei Ottavi sono Elisa Smeriglio, soprano; Chiara Castello, mezzosoprano; Alice Sparti, contralto; Vincenzo Biondo, tenore e arrangiatore; Kristian Thomas Cipolla, tenore e beat box; Vincenzo Gannuscio, basso; Massimo Sigillò Massara, basso, effetti e arrangiamenti; Carlo Gargano (alias Cello), ingegnere del suono. Prevendite presso circuito Green Ticket.

(in: www.2night.it, 6 giugno 2009)


L’amorfo telo bianco si anima, riverberando storie insolite, emozioni profonde e passioni travolgenti. Il silenzio si riempie di rumori e musica. Prima che ce ne accorgiamo la spirale di immagini e suoni ci conduce in una realtà parallela Ed ecco che, mentre viviamo tutto questo, quel motivo musicale che fa da sottofondo, si è già inevitabilmente insinuato nella nostra anima e non ci lascerà più. D’ora in poi ci accompagnerà per sempre… ogniqualvolta risentiremo quelle note, ritorneranno queste emozioni, rivivremo questi momenti di profonda simbiosi catartica con l’arte cinematografica.
Con CINEMATICA i SeiOttavi invitiano il pubblico a rivivere tutto questo attraverso il canto a cappella. Il viaggio di Cinematica diventa inevitabilmente un racconto della storia del cinema ricomponendo sul palcoscenico quei tasselli ripescati nei ricordi, che siamo certi saranno in gran parte anche cari a tutti. Nello show musicale verranno raccontati i “nostri” capisaldi del cinema mondiale. Non potendo raccontare l’incredibile evolversi della storia del cinema universale, abbiamo scelto alcuni capitoli tematici, che a nostro avviso racchiudono i temi più popolari, rappresentativi e commoventi.
Partendo dalle atmosfere in bianco e nero degli esordi il pubblico verrà condotto attraverso un percorso che approderà allo scintillante policromismo del technicolor. Si rivivranno i classici del cinema italiano, le figure di mitici premi Oscar, la sensualità delle femmes fatales della sfavillante Hollywood, si riderà con i grandi maestri mondiali della comicità e si tornerà bambini con i cartoons!
Si parte il viaggio di Cinematica inizia!

(in: www.blumedia.info, 6 giugno 2009)


Fu grazie al brano Spider man di Michael Bublè, presentato al provino, che il gruppo palermitano dei SeiOttavi riuscì a conquistare la giuria di X Factor che li scelse come concorrenti per la prima edizione del programma musicale in onda su Rai Due.
Con Cinematica adesso ritornano a Palermo, al Teatro Biondo sabato 6 giugno, ed invitano il pubblico a rivivere la magia dell’arte cinematografica attraverso il canto a cappella. Il viaggio di Cinematica diventa inevitabilmente un racconto della storia del cinema ricomponendo sul palcoscenico quei tasselli ripescati nei ricordi, che sono in gran parte anche cari a tutti.
Nello show musicale verranno raccontati i “nostri” capisaldi del cinema mondiale. Non potendo raccontare l’incredibile evolversi della storia del cinema universale, il gruppo, diventato famoso dopo la partecipazione al talent show X Factor, ha scelto alcuni capitoli tematici, che racchiudono i temi più popolari, rappresentativi e commoventi.
Partendo dalle atmosfere in bianco e nero degli esordi il pubblico verrà condotto attraverso un percorso che approderà allo scintillante policromismo del technicolor.
Si rivivranno i classici del cinema italiano, le figure di mitici premi Oscar, la sensualità delle femmes fatales della sfavillante Hollywood, si riderà con i grandi maestri mondiali della comicità e si tornerà bambini con i cartoons!

Si parte il viaggio di Cinematica inizia!

(in: www.palermo24h.com, 5 giugno 2009)


Dopo essersi fatta conoscere al grande pubblico italiano nella prima edizione dell’ormai famoso talentshow X Factor e dopo essere stata impegnata per buona parte dell’anno in tantissimi concerti, la vocal swing band siciliana Seiottavi torna con un nuovo spettacolo musicale intitolato “Cinematica” che verrà presentato al teatro Biondo di Palermo (Via Roma 258) sabato 6 giugno alle ore 21. Reduce del successo maturato durante l’anteprima al Teatro Troisi di
Napoli, l’intero spettacolo, scritto con la collaborazione di Domenico Bianco e con regia affidata a Fabrizio Angelini, ha come tematica principale lo straordinario mondo del cinema, le sue storie, i suoi protagonisti e naturalmente gli straordinari motivi musicali delle colonne sonore che negli anni hanno accompagnato la vita di ognuno di noi suscitando emozioni, sensazioni, riflessioni e simbiosi catartica.
Tutto questo viene riproposto dai Seiottavi al proprio pubblico nella speranza di fargli rivivere le stesse sensazioni e lo faranno a nel modo che gli è più congeniale, attraverso la tecnica vocale polifonica denominata “a cappella”, senza cioè l’ausilio di nessuno strumento musicale. Ed è cosi che le quattro voci maschili rappresentate da Vincenzo Biondo e Kristian Cipolla (tenore), Vincenzo Gannuscio (basso) e Massimo Siggillò Massara (basso) accompagnati dalle tre voci femminili rappresentate invece da Chiara Castello (contralto), Alice Sparti (Mezzosoprano) e Elisa Smeriglio (soprano) condurranno i presenti all’interno della storia del cinema, con un percorso che partendo dalle antiche atmosfere in bianco e nero dei primi del ‘900, quelle create dai fratelli Lumiere, approderà al cinema a colori hollywoodiano soffermandosi in quelle che sono state le tappe più importanti, raccontando quelli che sono stati gli Oscar più illustri, i registi più famosi di fama mondiale e naturalmente i grandi Classici cinematografici, tutto attraverso i temi musicali che li hanno resi famosi e che magari ci hanno commosso.
Tra i brani scelti come rappresentanti di questo excursus cinematografico saranno presenti anche le colonne sonore di alcuni dei cartoni animati più famosi della nostra infanzia, i temi musicali di capolavori dell’horror e colonne sonore di celebri musical. Dopo l’esperienza palermitana “Cinematica” verrà presentato al Teatro Apollonio di Varese. Per saperne di più potete visitare il sito www.cinematicashow.com.

(Gjin Schròin: www.balarm.it, 5 giugno 2009)



di Michele Manzotti

Nella quinta puntata della nostra rubrica dedicata al canto a cappella Michele Manzotti a colloquio con i SeiOttavi, settetto siciliano tra cinema e sperimentazione di nuove forme d’esibizione.
Stavolta i protagonisti della rubrica vengono da Sud. I palermitani SeiOttavi, da anni impegnati nel repertorio a cappella, hanno debuttato a Napoli con il loro spettacolo Cinematica, dedicato alle colonne sonore. Al loro attivo hanno anche la partecipazione al primo “X Factor”, la vittoria a “Solevoci Competition” e collaborazioni con i più importanti gruppi stranieri del settore. Con Vincenzo Gannuscio andiamo alla scoperta della formazione e dei suoi progetti, a partire dall'idea di Cinematica.
«Il progetto risale a qualche anno fa quando decidemmo di intitolare un nostro concerto Il muto canta a cappella. Si trattava di un concerto accompagnato da immagini che si configurava come un percorso immaginario attraverso la storia del cinema. La scelta musicale però non era strettamente legata alle colonne sonore, ma spaziava fra diversi generi. A questa idea ha dato un forte impulso l'incontro con Morgan che in una delle puntate di “X Factor” ci propose un medley di celeberrime colonne sonore. Quell'esibizione fu una delle più apprezzate dal pubblico. “Cinematica” nasce mettendo insieme queste due esperienze. Si tratta di uno show musicale che attraverso colonne sonore (eseguite rigorosamente a cappella) racconta i “nostri” capisaldi del cinema mondiale. Non potendo portare in scena l’incredibile evolversi della storia del cinema universale, abbiamo scelto alcuni capitoli tematici, che a nostro avviso racchiudono i temi più popolari, rappresentativi e commoventi. Il viaggio di Cinematica diventa inevitabilmente un racconto della storia del cinema, ma narrata a modo nostro, ricomponendo sul palcoscenico quei tasselli ripescati nei nostri ricordi, che siamo certi saranno in gran parte anche cari al pubblico».
Fare una produzione nuova è un modo diverso per far conoscere il canto a cappella a un pubblico più vasto in Italia? «“Cinematica” è uno show musicale, non un concerto. Lo spettacolo ci vede impegnati non solo nel canto ma anche in movimenti coreografici e recitazione. Il risultato è decisamente affascinante e per la particolare formula si presta ad un pubblico più vasto che non sia solo quello degli appassionati del genere. Ma anche per questi ultimi lo spettacolo sarà una sorpresa, si scoprirà infatti un modo nuovo di concepire il canto a cappella che svincolandosi dalla formula "concerto" si avvicina piuttosto al mondo del musical».
Durante “X Factor” avete lanciato molti appelli perché la discografia si occupasse del genere a cappella. E' cambiato qualcosa? «Basta ascoltare le radio o fare un giro nei negozi di dischi per capire che in Italia purtroppo è cambiato ben poco sul versante della discografia. La musica a cappella (ad eccezione dei Neri per Caso) continua ad essere rilegata in una nicchia di mercato».
Lavorare in Sicilia piuttosto che al Nord presenta vantaggi o no per lo sviluppo del canto a cappella? E a questo proposito riuscite a intravedere l'inizio di un movimento? «Purtroppo dobbiamo constatare con rammarico che in Sicilia si continua a far molta fatica a lavorare nel settore dello spettacolo. Si tratta certamente di una difficoltà che non viviamo soltanto noi che con il canto a cappella abbiamo scelto forse a priori quella che a tutt'oggi continua ad essere una nicchia artistica. Facendo un raffronto con le nostre esperienze in varie città del nord Italia, crediamo comunque che la Sicilia potrebbe fare un piccolo sforzo in più. Ancora il canto a cappella non ha quello spazio che speravamo di trovare dopo la nostra esperienza televisiva che ritengo significativa. Noi però siamo molto tenaci, lavoravamo già prima di “X Factor” e stiamo continuando a farlo con grande dedizione e attenzione alla qualità e alla ricerca musicale. Siamo convinti che pian piano riusciremo a far innamorare sempre più persone (specialmente i giovani) di questo modo di fare musica».
Sette voci sono un numero non frequentissimo nelle formazioni a cappella. Come vi comportate negli arrangiamenti? «La composizione del nostro gruppo si è stabilizzata nel corso dei primi anni di attività. Abbiamo provato varie formazioni prima di approdare a questa formula che per noi si è rivelata quella giusta. Gli arrangiamenti non rappresentano una grossa difficoltà poiché nascono al nostro interno. Vincenzo Biondo, Massimo e recentemente anche Alice scrivono pensando direttamente alla nostra formazione».

(in: www.lisolachenoncera.it, 1 giugno 2009)


di Simona Camarda

Tutto esaurito ieri sera, il Teatro Biondo, per il concerto-evento dei Seiottavi. Già un’ora prima dell’inizio, fissato per le 21.30, erano in tantissimi davanti all’ingresso in attesa dell’apertura dei cancelli.
Grande soddisfazione per tutti i componenti del gruppo che si sono emozionati davanti ad un pubblico dimostratosi così caloroso nei loro confronti. Fu grazie al brano Spider man di Michael Bublè, presentato al provino, che il gruppo palermitano dei Seiottavi riuscì a conquistare la giuria di X Factor che li scelse come concorrenti per la prima edizione del programma musicale in onda su Rai Due.
Grazie al successo ottenuto, questa estate hanno portato la loro singolare musica a cappella nelle città di Imperia, Riva Del Garda, Milano, Varese, Rimini, Arezzo e Cagliari.
Ieri è stata la volta del Teatro Biondo di Palermo. Un concerto evento, che loro stessi hanno voluto ed organizzato per ringraziare i palermitani che li hanno sostenuti al televoto durante X Factor. Da qui il titolo del concerto Thanks for calling, “grazie per la chiamata”.
Proposto per l’occasione il loro repertorio che spazia dalla musica classica, alla musica pop contemporanea. Non sono mancate le esibizioni eseguite e già apprezzate durante il programma di Rai Due.
Per il pubblico presente anche alcuni brani proposti in anteprima che saranno contenuti nel nuovo spettacolo che unirà musica e teatro. Particolare attenzione è stata dedicata alle coreografie

(in: www.palermo24h.com, 8 novembre 2008)


"Thanks for calling" è il titolo della grande festa che vedrà protagonisti i SeiOttavi stasera alle 21,30 al teatro Biondo. Lo spettacolo, organizzato dalla band palermitana in collaborazione con alcuni sponsor, sarà a ingresso libero e vi si potrà accedere fino a esaurimento posti. Dopo la grande visibilità ottenuta nelle otto puntate di "XFactor", la formazione composta da Massimo Sigillò Massari, Vincenzo Gannuscio, Kristian Cipolla, Vincenzo Biondo, Alice Sparti, Chiara Maria Castello ed Elisa Smeriglio, ha scelto di chiudere questo intenso anno regalando al pubblico del capoluogo il meglio della sua storia artistica. I SeiOttavi, nati sull' impronta degli Swingle Singers, utilizzano magistralmente sette voci per cantare a cappella brani più o meno classici con arrangiamenti particolari, frutto di grande studio e competenza tecnica. Il gruppo ha avuto il merito di portare il fascino swing sul piccolo schermo e di catalizzare l' attenzione sull' universo dell' esecuzione per sole voci, molto amato dal pubblico ma poco presente sui media e nelle preferenze dei produttori. Ma chi si aspettava che all' ottimo riscontro televisivo seguisse la pubblicazione di un disco di inediti sbagliava: il gruppo non ha sfruttato la scia del successo di "XFactor" e il loro cd sarà nei negozi probabilmente nel corso del prossimo anno. La formazione, e il suo percorso lo dimostra, preferisce infatti puntare alla qualità e darà alle stampe la sua produzione solo quando ricerca e accuratezza la faranno da padrone. Quello che però non si può fare a meno di notare è che la trasmissione Rai, che ha fatto conoscere il gruppo al grande pubblico, ha rappresentato un reale trampolino di lancio solo per un' altra concorrente, di origine siciliana anch' essa, Giusy Ferreri, vincitrice morale della gara canora. Per tutti gli altri, SeiOttavi compresi, la strada è diventata forse più semplice ma è ancora in salita.

(Giusy La Piana in: www.repubblica.it, 7 novembre 2008)


di Noemi Sapienza

Grande performance dei SeiOttavi ieri sera al Mikalsa in un “incontro familiare”, come è stato definito più volte, tra una pausa e l’altra, dagli stessi artisti, che si sono esibiti con i loro pezzi a cappella davanti ad una folla di gente stipata nel locale per poter godere della deliziosa musica di questo nuovo gruppo.
Reduci dal grande successo di X Factor - programma di talent-scouting in onda su RAI 2, che ha scoperto nuovi talenti del panorama musicale italiano – i SeiOttavi hanno proposto i brani interpretati durante il programma e dei pezzi nuovi tra cui un inedito in anteprima.
Si, perché si è trattato di uno showcase in attesa del concerto del 7 novembre al Teatro Biondo. Forse per questo l’atmosfera era così rilassata da far sentire il pubblico ad una festa tra amici.
I protagonisti hanno dimostrato, oltre alle doti canore, grande abilità nel saper tenere il palco sia con le coreografie delle canzoni a volte in stile musical, sia impegnando il pubblico ed intrattenendolo tra un pezzo e l’altro con aneddoti e battute.
Il repertorio variava tra classici come Volare o Libertango e brani pop di Battiato e Mikel Jackson o medley delle canzoni di Mary Poppins e pezzi anni ’40 come Ma le gambe.
Ogni esibizione metteva in luce in particolare la coordinazione vocale dei sette membri oltre alla sincronizzazione dei movimenti. Tutto senza l’aiuto di alcuno strumento musicale, come prevede il canto a cappella.
Un altro vanto per il panorama artistico palermitano.

(in: www.palermo24h.com, 2 novembre 2008)


Un vivacissimo arcobaleno di suoni e ritmi alquanto differenti, dalle improvvisazioni dell' Oid al canto a cappella dei SeiOttavi fino al pop-jazz di Serenella, si distende per tre sere consecutive al MiKalsa, confermando l' accogliente bar à bière di piazza Kalsa (via Torremuzza 27) come uno dei luoghi di aggregazione più assidui nella programmazione di musica dal vivo e tra quelli più attenti ai nuovi scenari musicali contemporanei. La maratona sonora inizia stasera (ore 21,30, ingresso libero, info 348 9732254) con le imprevedibili sortite dell' Orchestra In-Stabile Dis/Accordo, collettivo musicale votato a un nuovo modo del far musica attraverso gli strumenti dell' improvvisazione, della sperimentazione e della contaminazione più trasversale. Una vivacità assicurata anche dalla continua rotazione dei conduttori che, a turno, impongono tema e svolgimento della performance. Quella di stasera è diretta dal trombettista Leandro Lo Bianco. Costituita poco meno di un anno fa per iniziativa di Luca Lo Bianco, Francesco Guaiana e Lorenzo Quattrocchi, la formazione si è già segnalata per l' originalità della ricerca sonora e il 4 ottobre ha avuto il privilegio, unico gruppo italiano invitato, di chiudere come ospite d' onore il Festival Jazztage di Amburgo. Domani sera, come evento speciale al di fuori delle consuete rassegne del MiKalsa, è la volta dei SeiOttavi, gruppo interamente costituito da voci maschili e femminili secondo la tradizione del canto a cappella (ore 21,30, ingresso 3 euro). Costituito da solisti di talento e già apprezzati in altri contesti, i SeiOttavi hanno enormemente accresciuto la loro notorietà grazie all' incisiva partecipazione al programma televisivo "X-Factor". «Questo concerto - racconta Massimo Sigillò Massara, leader del gruppo - in realtà era in programma da tempo ma avevamo dovuto rimandarlo proprio a causa delle regole di X-Factor. Al di là della accresciuta popolarità che la televisione ci ha regalato, ciò che più ci rende felici è l' avere contribuito alla maggiore diffusione di questo particolare genere musicale». «Fa sempre grande piacere essere riconosciuti per strada - aggiunge Alice Sparti, contralto dei SeiOttavi - ma questo è solo uno sprone a impegnarci ancor più. Oltre ai nostri consueti cavalli di battaglia, come "Libertango" e "Spiderman", proporremo nuovi brani come "Cinematica", "Don' t worry, be happy" e uno speciale tributo a Franco Battiato». Giovedì, infine, sulla pedana del MiKalsa ci sarà Serenella, giovane cantante e autrice palermitana da anni residente a Parigi ove sta riscuotendo notevole successo (ore 21,30, biglietto 4 euro). Accompagnata da Paolo Passalacqua, piano, Diego Tarantino, basso, Gaspare Palazzolo, sax, e Fabio Finocchio, batteria, Serenella presenta un repertorio incentrato sul recente album "Scirocco", proponendo con la sua calda vocalità e con un sound tra intimo ed elettrico melodie che mescolano jazz, pop e tradizione siciliana.

(Gigi Razete in: www.repubblica.it, 28 ottobre 2008 )


E le ragioni sono tante ma, per dire, una: alla fine della strabiliante esibizione di contemporary acapella music dei Sei Ottavi, si prende, si va sotto casa del presidente Fausto Bertinotti, lo si fa chiamare dalla moglie, lui saluta benedicente dalla finestra, poi scende scalzo, ma in bermuda Polo by Ralph Lauren, polo e loro gli dedicano un Libertango da spezzare il cuore persino a un pappatàcio schiacchiato da un Tir in corsa folle, a fari spenti nella notte, sulla temibile Salerno-Reggio Calabria. E il concerto, prima, fioeui, se c’eravate sapete di che si ciància qui, altrimenti peggio. Tanto perché si capisse con chi si aveva a che fare, i SeiOttavi, in divise da scena di rare sobrità ed efficacia, partono con Nel blu dipinto di blu e poi, come nulla fossero, ti strisciano una Chattanooga Choo Choo che sembra davvero di avere la famosa big band lì a 2 passi. E tutto il resto così, con le coreografie più lineari e adatte di questo mondo e ’ste sette voci (sì, sono i SeiOttavi ma cantano in sette), armonizzate da padreterni e precise senza l’aria di chi ti dice: guarda veh come canto bene (ogni riferimento a sedicenti interpreti pop giuliane o romane è deliberato). E poi chicche totali come Past time with good company di Enrico 8 - senza mogli; ma testo memorabile! - o il medley da Thriller di M. Jackson, quand’era ancora piuttosto scuro (non scurissimo, ma vabé, basta che c’è la salute, no?). Pubblico entusiasta, che al secondo applauso già acclamava il bis e il ter e il quinquies e il nonies, e di grande qualità. Intravisti, oltre ovviamente all’assessore al Turismo Mondiale Fulvio Gazzola, che è il sosia vivente di Klaus Dieter Sieloff e a Roberto ‘Pepe’ Coggiola, inarrivabile illustratore di questo blogguccio da dozzina, hanno spiccato fra gli altri Rosa, la barista gentile, il dott. Piero Zanni, vestito come un Bruce Chatwin di Bordighera e la giovane esploratrice armena (scüsè, ma g’ò il penchant per i/le compaesani/e) Christiné Dzanyian, ieri sera hyperfashion in lungo nero disimpegnato da infradito artigianali e girocollo di pietre indiane da urlo. A cena, coi SeiOttavi e altri dei citati, Acciughe roche comprese, stupendi come sempre i ravioli burro e salvia e ancora degnissima di lode la crema catalana.

(in: http://sanremout2008.blog.kataweb.it, 13 agosto 2008)


Chiusura di rassegna in grande stile a Dolceacqua. Ieri sera, per l'ultimo concerto della 15esima edizione di “Musica nel castello”, sono saliti sul palco allestito nel castello dei Doria i SeiOttavi, gruppo vocale noto ai più per le fortunate apparizioni nel programma tv “X Factor”.
I 7 cantanti siciliani hanno presentato un programma di grande difficoltà vocale, intitolato semplicemente “All around the world” che, per dare un'idea dell'ampiezza dei loro registri, è cominciato con “Nel blu dipinto di blu” e si è chiuso con il secondo encore di “Libertango”. In mezzo, l'intero repertorio del loro ottimo cd “In onda”, da una trascinante “Chattanooga choo-choo” a un medley di canzoni italiane anni Trenta, dal tema di “Spiderman” a uno standard come “It's only a paper moon”, nel repertorio di crooner americani come Nat King Cole o Tony Bennett, dal pieno Cinquecento inglese della “Past time”, attribuita a Enrico VIII a “Don't worry be happy” di Bobby Mc Ferrin. Alla fine, standing ovation della platea, che rare volte si è ascoltata così partecipe, e doppia richiesta di bis, naturalmente soddisfatta dai musicisti.
Ai consensi del pubblico si sono uniti quelli dell'assessore al Turismo Fulvio Gazzola e del direttore artistico Roberto Coggiola, artefici l'uno per il quinto anno, l'altro per il quindicesmo di una rassegna musicale che è senza dubbio fra le più importanti dell'estate ligure.

Carlo Alessi

(in: www.sanremonews.it, 13 agosto 2008)


Palermo. Grande entusiasmo e soddisfazione per lo spettacolo live "Around the World", il nuovo tour con cui i SeiOttavi stanno girando l'Italia dopo lo strepitoso successo con la trasmissione di Rai Due "X Factor". Le nove puntate durante le quali si sono esibiti con una maestria davvero molto alta, hanno fatto nascere in tutti noi parecchia curiosità. Ci siamo abituati a vederli e abbiamo imparato a conoscerli. La formazione attuale è composta da: Elisa Smeriglio - soprano, Chiara Castello - mezzosoprano, Alice Sparti - contralto, Vincenzo Biondo - tenore e arrangiamenti, Kristian Thomas Cipolla - tenore beat box, Vincenzo Gannuscio - basso, Massimo Sigillo' Massara - basso, effetti e arrangiamenti.
Ma è sempre stata così? "la storia è un po' complessa - ci racconta Massimo Sigillo' Massara - Ho fondato nel 1995 un gruppo analogo che si chiamava SetteOttavi. Dopo un anno quel gruppo si è sciolto. Di quel gruppo sono rimasto solo io e nel 2005 ho deciso di riprovarci, con altre persone. Il nome è cambiato ed è diventato SeiOttavi e inizialmente i componenti erano gli stessi rispetto ad oggi, tranne il contralto, che si chiamava Mirella Cavera, poi sostituita da Alice Sparti, e il soprano, Sanam Ighani, sostituita da Elisa Smeriglio".
Naturalmente parlare con i SeiOttavi ci rimanda alla trasmissione prima menzionata di "X Factor" e non possiamo non chieder loro cosa ha significato far parte di quel programma: "E' stata un'esperienza professionale molto importante che ha consolidato il gruppo e ha dato moltissima visibilità al progetto. Riuscire ad affermare la "cifra stilistica" della musica a cappella non era facile... e noi incredibilmente (anche per noi) ci siamo riusciti!".
Per parecchio tempo, durante tutte le nove settimane della trasmissione, i SeiOttavi hanno lavorato a stretto contatto con Morgan, leader dei Bluvertigo nonché personaggio molto controverso e variegato. Marco Castoldi o Morgan che dir si voglia, ha dimostrato una profonda intelligenza e una graffiante critica all'orientamento musicale attuale davvero molto pregevole, chiediamo, quindi ai SeiOttavi come si sono trovati a lavorare con lui: "Morgan è un musicista eccezionale, con una cultura curiosa e precisa; è capace di appassionarti per ore raccontandoti il perché un pezzo è nato in quel modo e con chi e per quale filosofia... è un uomo straordinario con una sensibilità davvero grande.
Tutti i consigli che ci ha dato sono stati sempre preziosi nella direzione giusta... lavorare con lui, oltre che un onore, è stato fonte di grande arricchimento sia musicale che umano".
Tra l'altro Morgan parlò anche di una collaborazione con loro ma poi ci fu quel tanto chiacchierato coup de teatre quando alla nona puntata Marco Castoldi fece il loro nome e decretò la loro eliminazione, gli domandiamo se da quel momento è cambiato qualcosa nel loro rapporto: "quando Morgan ci ha eliminato non ci ha dichiarato guerra... è stato un colpo di teatro... saremmo stati eliminati comunque dalla Maionchi... non c'è mai stata una frattura con Morgan... la nostra stima non è diminuita di niente, anche dopo che ha fatto il nostro nome per eliminarci... bisogna distinguere i rapporti veri da quelli televisivi...".
Incuriositi da tanto parlare di rivalità, gli chiediamo se esisteva davvero o era una semplice invenzione per fare audience quella relativa ai Cluster e ai vincitori Aram Quartet: "Quella della rivalità è stata creata ad hoc dagli autori del programma... all'interno del loft e sul palco noi eravamo felici di poterci esibire insieme ai Cluster e gli Aram Quartet... siamo 3 mondi musicali così differenti che proprio non riusciamo a vedere la rivalità ed il paragone".
Guardandoci in giro si constata facilmente che il tipo di musica che si ascolta di più e che più frequentemente è passato per radio è di tutt'altro genere e livello rispetto a quello dei SeiOttavi e che troppo spesso la qualità viene sacrificata sull'altare del consumismo. Gli chiediamo se secondo loro c'è posto per chi come i SeiOttavi fa musica ad alti livelli ma in un certo senso sfugge ai soliti clichè. Ecco cosa ci hanno risposto: "Perché no... se siamo riusciti a rimanere nove puntate in un programma che cercava una pop star... perché non dovremmo riuscire a rimanere quello che siamo cercando di essere presenti nel panorama della musica italiana?".
Attualmente stanno girando l'Italia con lo spettacolo "Around the World" e stanno riscuotendo davvero un grande successo. Gli domandiamo di raccontarci il tipo di rapporto che stanno instaurando con il loro pubblico: "Quando siamo in concerto dal vivo allora siamo davvero noi!! Il rapporto con il pubblico è caldo e molto confidenziale... quando facciamo i concerti cerchiamo di divertirci ed emozionarci e di trasmettere al pubblico tutte le nostre emozioni e sensazione e per il momento funziona davvero!".
Parlando di emozioni e di sensazioni, gli chiediamo di descriverci cosa provano i SeiOttavi una volta che sono saliti sul palco e le luci si sono accese: "Tanto entusiasmo, una fatica indescrivibile, ripagata dalla sonorità della musica e del pubblico che apprezza e ti chiede di ascoltare ancora e si entusiasma sentendoti".
Guardando al futuro i SeiOttavi cosa hanno in serbo per noi?: "un sacco di concerti... e... un disco di inediti!!".
Ed in attesa di questo nuovo disco di inediti, concludiamo questo nostro incontro chiedendo ai SeiOttavi di descriverci un loro viaggio ipotetico ed una ipotetica colonna sonora: "il viaggio più bello che possiamo immaginare è "Around the World" che è il tutolo del nostro spettacolo che stiamo portando in giro adesso. La colonna sonora... sicuramente Blackbird/I will dei Beatles nella versione degli Swingle Singers".

Rossella Bacchiocchi

(in www.edizionidamiano.com, 4 luglio 2008)


E' il loro primo concerto dopo la competizione televisiva di "X Factor". L' esibizione del gruppo SeiOttavi è attesa stasera alle 21,30 come un vero e proprio evento all' interno della sesta edizione della "Festa del volontariato", organizzata dal Centro di servizi per il volontariato (Cespov) al Giardino Inglese. «Siamo felici - racconta Massimo Sigillò, leader del gruppo - di incontrare dal vivo il pubblico che ci ha sostenuto per più di due mesi di trasmissione. Lo ringrazieremo di cuore. E siamo fieri di prendere parte alla "Festa del volontariato", perché molti di noi hanno lavorato in passato in questo settore. Non è una pura casualità la nostra partecipazione a questa manifestazione». La scaletta dell' ensemble contemporary a cappella prevede più di quindici canzoni che comprendono i cavalli di battaglia di "X Factor". Fra i titoli in programma: "Cinematica", "Nel blu dipinto di blu", "Don' t worry, be happy", "Spiderman". E l' inedito "Ottavio" per la prima volta cantato dal vivo a più voci. «è una grande emozione - continua Sigillò - non sappiamo cosa aspettarci dopo questa esperienza televisiva. Ma una cosa è certa, avevamo una grande voglia di esibirci a Palermo. Nell' immediato futuro ci aspetta un' intensa tournée in giro per l' Italia e speriamo di ritornare prestissimo a cantare nella nostra città. Il nostro è un genere discograficamente un po' difficile, ma che comincia a incuriosire un pubblico sempre più eterogeneo». La "Festa del volontariato" dedicata quest' anno al tema "Gratuità, legalità e tutela dei diritti" vede la partecipazione di cento organizzazioni con sessanta stand, in uno spazio espositivo di circa mille e duecento metri quadrati. «è un momento importante - dice Ferdinando Sirigo, presidente del Cesvop - che ogni anno sottolinea il valore del volontariato e del nostro lavoro in Sicilia. Un momento anche per dare voce direttamente alle associazioni e ai loro utenti. La città risponde bene a questi giorni di festa e si mostra interessata alle nostre attività». Stamattina alle 10,30 inizia "Partecipazione e comunità a Palermo" che ripercorre in cinque tappe la storia dell' impegno delle associazioni in città e della loro influenza sullo sviluppo delle comunità più disagiate presenti sul territorio. Oggi e domani, dalle 18, sono in programma gli spettacoli proposti dalle associazioni specializzate in forme artistiche come il teatro e la clownerie. L' ingresso è libero. Informazioni sul sito www.cesvop.org o allo 091 331970. "Festa del volontariato" Giardino Inglese, in via Libertà Alle 21,30 concerto dei SeiOttavi. L' ingresso è libero.

(Claudia Brunetto in: www.repubblica.it 31 maggio 2008)


I SeiOttavi sono indubbiamente una delle più piacevoli novità del panorama musicale italiano. Conosciuti dal grande pubblico televisivo in seguito alla loro partecipazione a X Factor Italia possono in realtà già contare su un curriculum artistico e musicale di tutto rispetto. A parlarcene in un’intervista in esclusiva ci ha pensato Massimo Sigillò Massara, mente creativa della band.

Max il grande pubblico vi ha conosciuto in seguito alla vostra partecipazione a X Factor Italia. Tuttavia i SeiOttavi possedevano già una loro storia ben definita... Vediamo di ripercorrerla insieme... Quando si è fondato ufficialmente il gruppo? Chi erano allora i membri?
La storia è un po' complessa. Ho fondato nel 1995 un gruppo analogo che si chiamava SetteOttavi. Dopo un anno quel gruppo si è sciolto. Di quel gruppo sono rimasto solo io (Max), che nel 2005 ho deciso di riprovarci, con altre persone. Il nome è cambiato e inizialmente e i componenti erano gli stessi rispetto ad oggi, tranne il contralto, che si chiamava Mirella Cavera, poi sostituita da Alice Sparti, e il soprano, Sanam Ighani, sostituita da Elisa.

Attualmente da chi è composta la formazione?
Massimo Sigillò Massara, basso, effetti e arrangiamenti
Vincenzo Biondo, tenore ed arrangiamenti
Elisa Smeriglio, soprano
Alice Sparti, mezzo soprano
Chiara Castello, contralto
Kristian Andrew Thomas Cipolla, tenore e beat box
Vincanzo Gannuscio, basso

Avete avuto il piacere di collaborare con grandi artisti di fama internazionale, partecipato a spettacoli teatrali, musical etc... Volete darci una bella rinfrescatina in merito?
Nel 2005 i SeiOttavi sono stati il coro di un musical originale ispirato alla storia di "Narciso e Boccadoro" di H. Hesse. Il regista di quello spettacolo è stato Fabrizio Angelini (Pinocchio, The Producers, Sette spose per sette fratelli, etc.).
Nel 2006 un altro musical originale "Corleone - la storia di Filippo Latino" per la regia di F. Angelini, con Marco Morandi e Parid Acacia.
Nel 2007 abbiamo vinto un concorso internazionale "Solevoci Competition" e abbiamo avuto l'onore di "duettare" con il celebre gruppo dei Swingle Singers. è stato davvero un grande onore per noi!

Inoltre avete pure trovato il tempo di incidere il vostro primo lavoro... Sto parlando di "In onda"... Com'è strutturato?
Inizialmente sarebbe dovuto essere un disco demo, ma visto che stava venendo bene, abbiamo deciso di ampliarlo un po' e lo abbiamo trasformato in disco.è strutturato come una trasmissione radiofonica; quindi tra un pezzo e l'altro si sente il rumore delle stazioni radio che cambiano finché non si sintonizza sul pezzo successivo.
Si chiama “In onda” dunque proprio per questo motivo. Alla fine della "trasmissione" fuori onda, abbiamo inciso il primo inedito, "Allah-u Akbar" brano ispirato dal rapimento di Simona Torretta.

Ma veniamo a parlare ora di X Factor Italia. Ragazzi com'è stato lavorare fianco a fianco con Morgan?
Morgan è un musicista eccezionale, con una cultura curiosa e precisa; è capace di appassionarti per ore raccontandoti il perché un pezzo è nato in quel modo e con chi e per quale filosofia. è un uomo straordinario con una sensibilità davvero grande. Tutti i consigli che ci ha dato sono stati sempre preziosi nella direzione giusta. Lavorare con lui, oltre che un onore, è stato fonte di grande arricchimento sia musicale che umano.

Una volta che vi era stato affidato il pezzo della settimana come vi organizzavate per prepararlo? Purtroppo i tempi e i luoghi di preparazione erano scarsetti! Andava così: il giorno che ci assegnavano il brano (di solito mercoledì) purtroppo si perdeva tutto aspettando le telecamere ed i tempi delle troupe. Il giorno dopo verso le otto del mattino, Vincenzo Biondo si metteva al lavoro per scrivere le partiture e l'arrangiamento. Cercavamo di partecipare tutti, ma lui ha più esperienza in merito. Il pomeriggio venivano stampate le partiture, e giù ad imparare le parti!! Il venerdì serviva per cercare di strutturare le parti, la memoria e l'insieme. Il sabato aggiungevamo la prima idea di coreografia e nel pomeriggio c'era la prima prova del suono in studio. Domenica mattina prove in camere e nel pomeriggio in studio. La sera di nuovo in studio con Morgan che sentiva il pezzo, e in generale ci dava consigli per migliorarlo (cioè cambiamenti da fare all'arrangiamento!). Infine il lunedì le prove in studio e generale e il martedì si passa al trucco e compagnia bella!

Eravate uno dei concorrenti più amati dal pubblico di X Factor. Come spiegate dunque la vostra eliminazione?
Credo che si debba distinguere la musica, il gradimento e la televisione: noi siamo rimasti nel programma fino a che facevamo la "varietà" (unico gruppo a cappella con sonorità diverse da tutti gli altri). Entrati i Cluster (novità nella varietà) la nostra eliminazione era inevitabile.

Ho notato leggendo con attenzione che avete molte date in giro per Europa. Su quali pezzi verterà il vostro repertorio live?
Lo stiamo ancora costruendo, ma vuole essere un viaggio temporale nella musica in giro per il mondo. Quindi avremo da pezzi classici arrangiati swing fino ai nostri giorni ed il pop.

A quando il vostro nuovo cd? Avete già ricevuto delle interessanti proposte al riguardo? Qualche chicca?
E' nata l'idea ma ancora non possiamo rivelare nulla!

(in: www.musicalnews.com 25 maggio 2008)


Questa mattina, l'assessore comunale al Turismo e alle Politiche Giovanili, Raoul Russo, ha ricevuto a Villa Niscemi i componenti del gruppo palermitano "SeiOttavi". A nome del Sindaco e della Città, l'assessore ha consegnato loro una medaglia, quale riconoscimento per il contributo alla promozione dell'immagine di Palermo, fornito dal gruppo in occasione della recente partecipazione alla trasmissione "X Factor", in onda sulla Rai. I SeiOttavi, composti da sette voci, sono diventati famosi soprattutto grazie all'inconfondibile stile "a cappella", con il quale cantano brani dei Swingle Singers, dei Manhattan Transfer, ma anche classici di Brahms e Mozart arrangiati in chiave swing.

Fonte: Ufficio Stampa - Comune di Palermo

(Palermo & Co - Citiblog di Palermo, 13 maggio 2008: in: http://palermo.spazioblog.it)


Fine della corsa. I SeiOttavi, il gruppo palermitano che canta a cappella, ieri sera è stato eliminato dalla trasmissione "X Factor". Il ballotaggio con Emanuele ha dato esito negativo. I SeiOttavi, fans rosanero che più volte nel corso del programma hanno mostrato sciarpe e bandiere del Palermo, sono usciti nella serata in cui hanno prodotto la più bella esibizione da quando partecipano alla maratona musicale di Rai 2. Un mix di brani di Franco Battiato ieri mi ha tenuto con il fiato sospeso. I ragazzi sono stati bravissimi, affrontando ancora una volta una impresa difficile. Anche chi non li ha votati, ha riconosciuto che si è trattato di una interpretazione straordinariamente bella. Ma non sufficiente per convincere Mara Maionchi. E' stata lei l'ago della bilancia. Ed ha mostrato chiaro dispiacere quando ha dovuto scegliere, condannando all'eliminazione il gruppo palermitano.
La sconfitta ha mostrato anche la signorilità dei Seiottavi. In questi casi i reality ci hanno abituati ad accuse, polemiche, urla, lamentele, cadute di stile degli sconfitti. I SeiOttavi, invece, sono usciti alla grande. Gli è stato chiesto di commentare l'eliminazione e loro, con le lacrime agli occhi, hanno risposto. "I giudici hanno deciso e rispettiamo il loro lavoro ed il loro ruolo". Bravi a cantare. Bravi a comportarsi. Complimenti.

(in: http://alessandroamato.blogspot.com, 7 maggio 2008)


Palermo. Solevoci Competition, il concorso internazionale riservato a gruppi vocali, compositori ed arrangiatori, che si è svolto in questi giorni a Varese, ha assegnato tre importanti riconoscimenti al gruppo palermitano “SeiOttavi”, che tra qualche settimana presenterà al pubblico il primo lavoro discografico dal titolo “InOnda” edito da Flender Entertainment.
La giuria presieduta dall’americano Kirby Shaw – al suo primo soggiorno in Italia - autore ed arrangiatore di alcuni dei più noti brani dei Manhattan Transfer, nonché cantante e produttore di musica gospel, e composta da Tobias Hug (Swingle Singers), Rene Banos (Vocal Sampling), Alessandro Cadario e Krishna Nagaraja ha consegnato ai sette musicisti palermitani ben tre premi: miglior gruppo vocale, miglior brano e per il programma di maggior interesse artistico.
La scelta della giuria ha trovato la piena approvazione del pubblico, che ha riservato lunghi e calorosi applausi all’esibizione del canto a cappella dei “SeiOttavi”. Il gruppo formato da Elisa Smeriglio (soprano), Chiara Castello (mezzo soprano), Alice Sparti (mezzo soprano), Vincenzo Biondo (tenore e arrangiamenti), Kristian Thomas Cipolla (tenore), Vincenzo Gannuscio (basso) e Massimo Sigillò Massara (basso, effetti vocali ed arraggiamenti), partirà per una tournée estiva: il primo appuntamento sarà il 10 luglio all’Agricantus di Palermo.

(in: www.comunicaweb.it, 6 luglio 2007)


Sette magnifiche voci
I SeiOttavi si sono formati alla fine del 2004, ma la loro storia trae origine dai fratelli maggiori, i SetteOttavi, nati sempre a Palermo nel 1995, che si imposero subito all´attenzione del pubblico per l´originalità della proposta tutta palermitana, collaborando con artisti come Bennato, Noa, Arbore ed altri. L´unico superstite di quella formazione, analoga per elementi vocali, è Massimo Sigillò Massara, fondatore del vecchio e del nuovo gruppo. I SeiOttavi sono un gruppo di sette voci che cantano a cappella brani dei Swingle Singers, Manhattan Transfer e classici di Brahms e Mozart arrangiati in chiave swing. L’esecuzione è caratterizzata, oltre che dalla polifonia, dalla riproduzione, con le soli voci, di effetti strumentali, sonori ed onomatopeici. Una parte degli arrangiamenti sono scritti da due dei SeiOttavi: Vincenzo Biondo e Massimo Sigillò Massara. Nell´estate 2005 i SeiOttavi hanno debuttato a Palermo con lo spettacolo Sette voci fra i Secoli alla galleria d´architettura EXPA. Nonostante si tratti di un gruppo giovane, i SeiOttavi hanno raccolto ampi consensi in importanti manifestazioni quali il concerto di apertura dei Corollari del Festino di Santa Rosalia - 2005, svoltosi nella Chiesa di Casa Professa (Palermo). In seguito sono stati il gruppo spalla di Lucina Lanzara nel cartellone internazionale Marée di Kals´art. Sono stati ospiti di Radio Time e si sono esibiti al Teatro Sollima di Marsala. Come coro del musical Boccadoro - The Traveller di Massimo Sigillò Massara i SeiOttavi hanno debuttato al Teatro Antico di Segesta e al Teatro di Verdura di Palermo. Nel 2006 dopo alcuni concerti nella provincia di Palermo i SeiOttavi hanno presentato al Teatro Metropolitan di Palermo lo spettacolo di Video-Teatro “Il Muto Canta a Cappella” con 700 spettatori e un ottimo successo di pubblico. A settembre sono stati il coro del Musical “Corleone – La Storia di Filippo Latino” per cinque repliche.

(in: www.cinematocasa.it, 10 marzo 2007)


"[...] La bravura degli artisti citati indiscutibile si fonde a un lavoro di regia e sinergia multimediale che ha fatto si che lo spettacolo raggiungesse l'ovazione collettiva delle 600 persone presenti in sala già al terzo pezzo, quello in cui il gruppo ha dato voce al film muto di Charlie Chaplin, tempi moderni; ma già l'inizio è stato dei migliori auspici con l'interpretazione di Blackbird dei Beatles; i cartoon della Walt Disney e Spiderman sono stati a mio parere i picchi piu' alti dello spettacolo per sinergia degli interpreti che seguivano i video proiettati alle loro spalle attraverso un monitor posto in proscenio, e che ha loro consentito di adeguare la propria interpretazione con il landscape audiovisivo, che ha fatto si che assistessimo a un vero è proprio spettacolo di Videoteatro."

(G. Calcara in: http://videoteatro.blog.kataweb.it, 10 giugno 2006)






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